![]() |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Cardiofitness monoplanar exercise: an effective training stile. A pilot study. Notational Analysis of Olympic Taekwondo Competitions
LESIONE FIBROINFIAMMATORIA DEL GINOCCHIO: DESCRIZIONE DI UN CASO La lesione fibroinfiammatoria è un processo idiopatico tipico della testa e del collo. Questa definizione viene applicata quando il chirurgo osserva un tumore, ma l’indagine istologica mostra solo segni di fibrosi o infiammazione1. Sebbene abbia delle caratteristiche istopatologiche benigne, essa è aggressiva ed ha tendenza alla recidiva locale. Le localizzazioni agli arti sono molto rare. Date le caratteristiche e l’esiguo numero di casi riportato in letteratura, non è stato definito con certezza il trattamento più adeguato. Alcuni casi rispondono positivamente alla terapia corticosteroidea locale, per altri è necessaria la terapia radiante od il trattamento chirurgico2,3. Presentiamo un caso di lesione fibroinfiammatoria localizzata al ginocchio in sede anteriore ed extracapsulare, resistente alla terapia conservativa. L’escissione marginale della formazione è stata risolutiva, anche se estremamente difficoltosa a causa della mancanza di un piano di clivaggio con il tessuto sottocutaneo e la contiguità con le fibre del vasto mediale. Le caratteristiche istopatologiche evidenziate sono quelle caratteristiche dei processi miositici anche focali, con degenerazione-rigenerazione delle fibre, sostituzione fibroadiposa ed infiltrato infiammatorio costituito da linfociti e macrofagi (5). A livello della borsa sottocutanea infrapatellare si è rilevata intensa fibrosi ed infiltrati infiammatori di più modesta entità.
Estratto da: Clinical Rheumatology
"...La sindrome da conflitto subacromiale raramente si riscontra prima dei 40 anni. Sono considerate predisponenti tutte quelle attività lavorative e sportive che comportano l’uso ripetuto delle braccia al di sopra del livello delle spalle: imbianchini, lanciatori di baseball, tennisti, nuotatori, ecc.. Il quadro clinico è caratterizzato da dolore e limitazione funzionale dell’articolazione gleno-omerale. L’esordio del dolore è graduale, apparentemente spontaneo e non intenso, anche se tende a riacutizzarsi in seguito a movimenti bruschi dell’arto, a sforzi intensi (soprattutto quando si utilizza il braccio sopra il piano orizzontale) e durante la notte. Si localizza nella regione antero-laterale della spalla con eventuale irradiazione nella regione deltoidea o bicipitale...." "Per poter procedere ad un corretto approccio terapeutico è necessario avere individuato la fase clinica nella quale si trova il paziente...." "Secondo i casi il trattamento potrà prevedere: - riposo funzionale per un congruo periodo di tempo (1-2 settimane); - somministrazione di F.A.N.S. per via generale e/o locale, eventualmente associati a miorilassanti, nel caso sia presente una contrattura muscolare; - infiltrazioni periarticolari con preparati steroidei a lento assorbimento in forma microstallina con un dosaggio pari a 40 mg., preferibilmente ogni 7/10 giorni, diluiti con una piccola quantità di anestetico per uso locale (fig. 59); - chinesiterapia: mobilizzazione passiva in rilasciamento e attiva (attività muscolare isometrica ed isotonica e tecniche di facilitazione neuro muscolare); - massoterapia tradizionale, reflessogena e di drenaggio linfatico; - terapia fisica: elettroterapia (diadinamica, T.E.N.S.), laser a Nd-Yag, ultrasuoni, ipertermia, onde d’urto, diatermia (T.E.C.A.R.). Il trattamento chirurgico è riservato a tutti quei casi in cui la terapia conservativa non si sia dimostrata efficace ..."Estratto dal volume: "La spalla patologica" (cap. IV), Marrapese Editore, 2007
|
|
Copyright(c) 2006-2007 - Antonio Ammendolia. Tutti i diritti riservati. |